Strategie aziendali di crescita: sai cosa pensano i media del tuo brand?

Le aziende devono lavorare incessantemente per prendersi cura di tantissimi aspetti che riguardano la crescita sana e costante degli affari ma non solo. Quotidianamente queste entrano in contatto con clienti, dipendenti, fornitori e via discorrendo influenzando anche la società in cui operano

Al tempo stesso le aziende sono sottoposte all’influenza di ciò che “pensa” la società, ovvero di ciò a cui si interessa e a cui rivolge la propria attenzione. In altri termini ogni realtà economica funge da influenza mentre viene influenzata da ciò che accade nel mondo. Pertanto per poter gestire la crescita a la permanenza sul mercato è essenziale padroneggiare quello che è comunemente conosciuto come monitoraggio dei media.

Percezione e immagine: perché sono importanti?

Il monitoraggio dei media consiste in un’analisi quantitativa e qualitativa che tenga conto di queste “sensazioni” del mercato. Si tratta di un tipo di attività che mira a raccogliere opinioni, commenti, contenuti e reazioni rispetto ad un determinato argomento. Questo viene generalmente evidenziato e trattato tramite parole chiave per le quali i sistemi di monitoraggio dei media sono in grado di elaborare delle analisi. Uno degli scopi più importanti di questa operazione riguarda la percezione e l’immagine che la società esprime nei confronti di una realtà. Quando questa comunica attentamente i propri valori e gestisce in modo impeccabile i rapporti con chiunque si interfacci ne consegue che l’immagine sarà positiva. 

Cosa accade in caso di reputazione negativa?

La reputazione negativa di un’azienda può derivare da tantissimi fattori, prevedibili ed imprevedibili. Tra i primi rientrano cattive pratiche di gestione di fornitori, partner, clientela e collaboratori. Queste generano un susseguirsi di impressioni negative, molte delle quali finiscono in rete in modo permanente. Tra i peggioramenti imprevedibili, invece, rientrano delle crisi che inizialmente sembrano impossibili da contenere. Per questo uno strumento di monitoraggio dei media aiuta anche a gestire la crisi ascoltando il sentiment online e attivandosi per migliorare ciò che genera problemi di comunicazione. 

…e nel caso in cui la reputazione fosse nulla?

In questo caso l’azienda dovrà monitorare i media per intercettare i bisogni e le necessità delle persone proponendo le proprie soluzioni. Dovrà lavorare per acquisire riconoscimento e autorevolezza e, dunque, investire risorse per quello che viene definito “brand positioning”. Ogni caso ha una sua specifica soluzione per cui queste nostre “chiacchiere” sono solamente circostanziali. Chiaramente le strategie mirate devono tener conto di tutto ciò che riguarda o che potrebbe riguardare il futuro dell’azienda per cui non esistono ricette universalmente valide per tutti. 

Perché la reputazione aiuta la crescita?

Si dice spesso che il passaparola sia in assoluto la leva più potente del marketing e non c’è considerazione più vera di questa. Un buon passaparola e la presenza di feedback positivi, stando a quanto previsto dalla cosiddetta “legge dalla riprova sociale” fa si che ne esca migliorata la reputazione e, di conseguenza anche la crescita. Dopotutto ogni utente è più motivato ad acquistare un prodotto ricco di recensioni positive veritiere rispetto ad uno per il quale nessuno sembra avere un interesse, non trovi?